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"Spesso si vedono fili metallici piccoli o grandi, vecchi o nuovi,
cavi elettrici economici o costosi che restano inutilizzati, perchè se
non vi passa la corrente non servono a far luce.
I fili siamo voi ed io, la corrente è Dio.
Noi possiamo decidere di lasciar passare la corrente attraverso
di noi, di essere usati,o possiamo rifiutare
di essere usati e permettere all'oscurità
di diffondersi."

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Cos'è la medicina omeosinergetica ?
 

APOS insieme a CNA - 16 DICEMBRE 2011  NEWS

Nasce CNA Professioni

 I PROFESSIONISTI SI RIUNISCONO CON LA CNA

La nuova sigla comprende 21 associazioni rappresentative di diverse categorie professionali: dagli operatori professionisti omeosinergetici ai naturopati, dai tributaristi ai periti in infortunistica stradale.

Nasce Cna Professioni e include sotto la sua sigla ben 21 associazioni rappresentative di diverse categorie professionali. Nel corso del primo Consiglio di Cna Professioni, che si è tenuto nella serata di ieri, è stato eletto all’unanimità alla carica di presidente Giorgio Berloffa dell’Associazione dei Chinesiologi (UNC).

Al termine della riunione, il neo presidente, Giorgio Berloffa, ha espresso soddisfazione per “il processo di integrazione fra il mondo delle imprese e quello delle attività professionali, Cna con la costituzione di Cna Professioni apre al mercato, all’integrazione, valorizza le attività di alto contenuto professionale, sceglie un approccio di tutela ed attenzione al cliente nella visione europea del sistema delle professioni non ordinistiche”.

 
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 Eventi

       PROSSIMI EVENTI
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Per conoscere i prossimi eventi 
omeosinergetici, collegati al sito: 


 www.marcellomonsellato.it

 
OPERATORE PROFESSIONISTA OMEOSINERGETICO   

Per la formazione didattica e il riconoscimento istituzionale della figura dell'OPERATORE PROFESSIONISTA OMEOSINERGETICO nel 2011 nasce l'associazione APOS. 

   

Per saperne di più visita la nostra sezione

Perchè APOS in CNA Professioni

In Italia vi sono 5 milioni di professionisti, di cui 1.800.00
iscritti agli ordini e 3.200.000 non regolamentati.
Il notevole  sviluppo che anche nel nostro Paese hanno conosciuto le attività professionali è strettamente legato ai caratteri della crescita economica nella società post industriale.
Occorre una nuova rappresentanza.

Pochi dati. Nel rapporto CENSIS 2007 si afferma che il numero dei professionisti in Italia è di circa 5 milioni, di cui 1.800.00 iscritti agli ordini e 3.200.000 non regolamentati. Le Associazioni Professionali che rappresentano le professioni non regolamentate, inserite nell’ultimo rapporto del CNEL sono circa 200, in rappresentanza di 70 nuove professioni. Inoltre sono state censite dall’ISTAT ben 811 diverse attività professionali che combinandosi compongono un numero imprecisato di profili professionali. Questi alcuni punti di riferimento per avere una prima, sommaria dimensione del fenomeno di cui dobbiamo occuparci.

Cosa sono le nuove professioni. Lo straordinario  sviluppo che anche nel nostro Paese hanno conosciuto le attività professionale è strettamente legato ai caratteri della crescita economica nella società postindustriale. Per un verso l’economia della conoscenza, per altro il diffondersi di nuovi servizi alla persona ed ai sistemi produttivi, hanno creato una inedita domanda di prestazioni che ha assunto, al di fuori di contesti organizzativi tipici della grande impresa, nella grande maggioranza dei casi, un carattere di autoimprenditorialità professionale. Con ciò si intende che queste attività vengono prestate principalmente dal singolo operatore o nell’ambito di una piccola unità, su richiesta di imprese o di singoli, per un periodo di tempo delimitato e con un obiettivo ben individuato, secondo modalità e tecniche consolidate  in un profilo professionale che ha un iter formativo certo d’un contenuto, almeno in parte, intellettuale.

L’insieme di queste attività, anche molto differenziate le une dalle altre, hanno in comune alcuni tratti: la mancanza di ogni regolamentazione che ha delineato un contesto privo di garanzie per il consumatore, la netta separazione e distinzione rispetto alle professioni storiche, cosiddette “ordinistiche” (quello cioè organizzate per ordini od albi professionali, dal notaio, al medico, all’avvocato, al commercialista, al geometra, ecc. ecc.) ed una forte dinamicità che con continuità presenta sul mercato nuove figure professionali e ridefinisce quelle esistenti.

Questo mondo spazia da tutte le attività paramediche che hanno a che fare con il benessere della persona a quelle nate a ridosso dell’elettronica, di internet e dei computer, dai servizi alle  imprese nel campo fieristico, convegnistico, pubblicitario e di marketing, al settore della formazione e dello spettacolo.

C’è chi afferma questi professionisti sono gli artigiani del nuovo secolo, destinati a sostituire, man a mano, che procedono i cambiamenti nell’economia e nei costumi, il lavoro artigiano, il quale ha come riferimento beni e servizi che il mercato richiede sempre meno nelle loro forme più tradizionali.

Come per l’artigiano che conosciamo e che rappresentiamo, la connotazione prevalente e tipica delle attività professionali, divenute progressivamente indispensabili al complessivo funzionamento dell’economia post industriale, è quella di essere esercitata in modo autonomo, seguendo un bagaglio di competenze specifiche, basandosi sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica.

Le nuove professioni possono dare luogo a diversi tipi di attività. Possono essere la condizione per avviare una impresa (il diplomato in scienze motorie che apre una palestra, il laureato in informatica che apre una software house,  ecc. ecc.) per avviare uno studio professionale (il consulente infortunistico, il tributarista, ecc, ecc,) per offrire   la loro professionalità alle imprese per periodi determinati (l’esperto di marketing, il traduttore, il DJ, ecc. ecc.) ed anche per esercitare, in alcuni casi, nella forma del lavoro dipendente (il massaggiatore che lavora in un centro benessere, l’interprete assunto da un centro congressi, ecc. ecc.). In qualsiasi modo esplichino la loro professione dovranno dotarsi, prima o poi, di una forma associativa, riconosciuta dallo Stato, che attesti e tuteli la loro professionalità. Questa è già ora e sarà sempre di più la forma associativa più importante per il singolo professionista, perché tutela il “bene” professionalità che può essere spesso, come si è detto, in forme diverse. Come per un geometra ad esempio è oggi l’albo professionale, sia che abbia lo studio, che sia dipendente di un ente locale oppure che sia titolare di un’impresa edile.

Le previsioni sullo sviluppo delle nuove attività professionali sono unanimemente valutate in direzione di una crescita molto sostenuta che accompagnerà le trasformazioni già in atto delle economie e delle società più sviluppate. Insomma si tratta di una grande novità, rappresentata da nuove figure sociali che si affacciano per la prima volta sul mercato della rappresentanza. E’ un bacino potenziale attualmente composto da circa 3 milioni di soggetti e destinato a crescere in modo sostenuto e con continuità nei prossimi anni.

 Occorre una nuova regolamentazione. La mancanza di ogni regolamentazione ha fatto crescere invece, le nuove professioni e le vecchie, in un contesto nel quale le imprese e i singoli consumatori non hanno sempre potuto distinguere servizi e prestazioni davvero qualificati da offerte scadenti, quando non addirittura  truffaldine. E lo sviluppo di queste attività nel nostro Paese è stato più lento che altrove, proprio a causa della diffidenza del mercato nei confronti di prestazioni che sono sempre  più necessaire all’economia ed alla società, ma sono prive però di requisiti per identificarne la reale qualità.

 Occorre una nuova rappresentanza. CNA Professioni sarà quindi un’opportunità per tutti i professionisti che operano nel nostro Paese. Sono già 21 le Associazioni professionali affiliate che hanno portato all’interno del Sistema CNA oltre 20.0.000 professionisti appartenenti a svariati settori. Ma CNA Professioni rimane aperta per accogliere ulteriori associazioni già costituite all’esterno oppure che possano scaturire dall’interno dello stesso Sistema CNA. Informatici, grafici e fotografi oggi raccolti all’interno dell’Unione Comunicazione e Terziario Avanzato stanno già valutando di costituire specifiche associazioni professionali; estetiste, massaggiatori e tatuatori, raccolti all’interno dell’Unione Benessere e Sanità potrebbero fare lo stesso. Le CNA regionali sono preparate a costituire coordinamenti regionali di CNA Professioni, le CNA provinciali sono pronte ad offrire tutta la gamma di servizi disponibili ai “professionisti” che li richiederanno.

La CNA parte per una nuova avventura ed è molto determinata a portare al suo interno il “sistema di rappresentanza delle nuove professioni”.  (AM)

fonte (sito CNA Lombardia 19/01/2012)

 

 
  Cos'è l'Omeosinergia   

La Medicina Omeosinergetica è la medicina della consapevolezza.


Nata dall’esperienza di colui che ne è il padre ideatore, il Dott.Luigi Marcello Monsellato, partendo da una nuova visione della sofferenza e della malattia,applica la “legge dello specchio” per decodificare attraverso “l’altrui nostro simile”, le cause intrinseche di ogni malattia, le quali   si manifestano sia sul piano fisico che su quello emotivo, psichico, energetico ed animico.

La Medicina Omeosinergetica rappresenta un’evoluzione della Omotossicologia, in quanto integra l’aspetto prettamente organicistico, tipico della tradizione tedesca e allopatica, con l’aspetto psicologico, umano, personale, tipico della tradizione latina e omeopatica, con in più una visione analogica, simbolica e non analitica, della vita e delle sue manifestazioni.

La Medicina Omeosinergetica si propone di riequilibrare l’energia vitale del paziente per la salute dell’anima e del corpo, non solo con la somministrazione di rimedi omotossicologici particolarmente formulati,ma anche attraverso l’accettazione di atteggiamenti o comportamenti altrui “simili ” (Omeo), che sono “sintonici” – “armonici” (Sin) alla consapevolezza ed al ritrovamento di se stessi; inoltre si propone di facilitare la presa di coscienza dello Spirito che dimora in ogni essere umano come Energia di vita (Energia).
Attraverso studi di Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) , l’Analisi Psicologico-Comportamentale, e l’Integrazione Neuro-Emozionale (NEI), si è verificato che la causa dell’evento morboso è dovuta alla “non accettazione” o “rifiuto” dell’esperienza,comunque verificatesi.

Il rifiuto fa scattare nel paziente uno stress, cioè un input che, attraverso la mediazione del sistema nervoso neurovegetativo, si va a somatizzare perifericamente a livello dell’organo, che poi è funzionale alla comprensione della malattia stessa, dando luogo a malattie psicosomatiche e somatopsichiche.

La Medicina Omeosinergetica, pertanto, da una parte valorizza l’aspetto biochimico e clinico del paziente;infatti mediante l’uso di farmaci complessi (Omeosinergetici), essa agisce su sindromi cliniche ben definite ma secondo un concetto squisitamente omotossicologico di malattia. La malattia viene sempe vista in un ambito dinamico, e l’obbiettivo è di riequilibrare le capacità reattive e vitali del soggetto.
Dall’altra valorizza l’aspetto psicologico-comportamentale del paziente, riconoscendogli un’ “ANIMA” e un “CUORE” di cui la malattia o il sintomo non sono altro che l’epifenomeno.
Da questo punto di vista, la malattia è solo una spia, fedele e chiarificatrice, di una disarmonia comportamentale del vivere ed è per questo che a seguito di ciò, nella sua terminologia, perde la sua accezione negativa e ne assume un’altra, positiva e imprescindibile: BENATTIA.
Pertanto l’approccio al sintomo è duplice; da un lato viene curato con  farmaci omeosinergetici , particolarmente formulati, efficaci e tollerati, dall’altro si insiste sulla comprensione e sul conseguente “cambiamento” di quel comportamento che ha portato al disequilibrio prima e alla sofferenza fisica poi.

Da un punto di vista pratico, il terapeuta Omeosinergetico, al fine di stimolare il processo di auto-guarigione che è insito in ognuno di noi, si avvale del seguente percorso terapeutico: 

1) diagnosi Kinesiologica dei sintomi fisici,mentali,emozionali;

2)  terapia finalizzata alla reintegrazione dell’equilibrio globale del paziente
(corpo - mente - anima)
attraverso la comprensione del senso della malattia:
BENATTIA

 
3) utilizzo di farmaci omeosinergetici prevalentemente a basse diluizioni,atti ad accelerare il processo di guarigione,esplicando la loro funzione su due livelli principali:
Livello Energetico Informazionale e Livello Fisico
(disintossicazione e stimolazione immunitaria)